Fernanda De Maio + Gundula Rakowitz

Venice is not (just) Venice

WAVE14_DEMAIO_IMG_BLOG

Professors: Fernanda De Maio + Gundula Rakowitz

Assistant: Antonella Indrigo, Aldo Lamparelli, Elisa Petriccioli, Davide Mazzucato

http://www.iuav.it/Ateneo1/docenti/architettu/docenti-st/Fernanda-D/index.htm

http://www.iuav.it/Ateneo1/docenti/docenti201/Rakowitz-G/index.htm

EN

Venice is Rialto and its neighbourhoods
Venice is the lagoon
Venice is Mestre
Venice is porto Marghera…

What if one day the Porto Marghera’s Venice would be universally considered more beautiful and true than the Rialto’s Venice Sometimes architects have to start from fables to build a new vision, especially to let understand that a city portrait and its soul is also fed by everything that is usually reputed external or marginal.

In this spirit we approach Wave 2014 on Porto Marghera. Based on work, the shape and image of Venezia/Marghera in its residential features as well as in its industrial ones, shows the adherence to visions, seemingly antithetical, of the Twentieth century’s city. As noticed by Le Corbusier, when he had the opportunity to visit the two sides of the city and proposed to the Count Volpi a recomposition design through his project for the “analogous city” in Antwerp, made ​​at the end of the 20’s. On the other hand, the hygienist and health rhetoric permeates the built Marghera as nowadays the sustainable and ecological rhetoric permeates the proposals for re-use and recycle.

The workshop – a new project to transform the Sali e Tabacchi warehouse, or the post-industrial garden where the area intercepts the east axis towards Piazzale Concordia Park and to the west the ironic artefact of Malteria Adriatica on Via dell’Azoto – aims to compare the many rhetoric mixing in Marghera’s architecture which are mingling or waiting to be declined.

“Mythical logic has the ability to manage the arbitrary, the exceeding, the fabulistic without containing the spirit, through rules that doesn’t repeat themselves just alike, but following the rhythm, the qualities, the instabilities, untidiness of time, nevertheless without dissolving into them, as a vague lapse of time” (Paul Valéry, 1957).

Further information will be given to students the first day of the workshop.

IT

Venezia è Rialto e i suoi sestieri
Venezia è la laguna
Venezia è Mestre
Venezia è porto Marghera…

E se un giorno avvenisse che la Venezia di Porto Marghera fosse considerata universalmente più bella e vera della Venezia Rialtina? Ogni tanto gli architetti devo cominciare dalle favole per costruire una nuova visione ma soprattutto per far comprendere che il ritratto di una città, la sua anima, si alimenta anche di tutto ciò che di solito viene considerato esterno o marginale.

Con questo spirito affrontiamo il Wave 2014 su Porto Marghera. Fondata sul lavoro, la forma e l’immagine di Venezia/Marghera tanto nella sua versione residenziale, quanto in quella industriale rivela l’adesione a visioni di città del XX secolo tra loro apparentemente antitetiche, come osservò anche Le Corbusier, allorché ebbe modo di visitarla e ne propose al conte Volpi la ricomposizione tra le due parti attraverso il suo progetto per la “città analoga” di Anversa, da lui redatta alla fine degli anni Venti del secolo scorso. D’altra parte la retorica igienista e salutista permea la Marghera realizzata come oggi la retorica sostenibile ed ecologista ne permea le proposte di riuso e riciclo.

L’esercitazione didattica – che si tratti di un nuovo progetto per trasformare il Magazzino dei Sali e Tabacchi o del tema del giardino post industriale nel punto in cui l’area intercetta a est l’asse verso il Parco del Piazzale Concordia e a Ovest l’ironico manufatto della Malteria Adriatica sulla via dell’Azoto – avrà come obiettivo il confronto con le molteplici retoriche che nelle architetture di Marghera si mescolano, si confondono o sono in attesa di essere declinate.

“La logica mitica ha la capacità di organizzare il casuale, l’eccedente, il fabulistico senza reprimere l’essenza, attraverso leggi che non si ripetono identiche ma che seguono i ritmi, le qualità, le instabilità, i disordini del tempo, senza tuttavia disperdersi in essi, come un’indistinta durata” (Paul Valéry, 1957).

Maggiori dettagli sull’esercizio didattico verranno fornite agli studenti a partire dal primo giorno di workshop.

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