Labics

Venice2
The new centre of Marghera
Antonio Bordino, Map of Rome, 1588

Antonio Bordino, Map of Rome, 1588

Professor: Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori

http://www.labics.it

EN

Foreword

Looking from a territorial point of view the Municipality of Venice, since its constitution, has had a dual nature: on one side the insular portions of territory which refer to Venice, on the other the mainland structured around the city of Mestre. In reality the symbolic weight, the beauty and the role of Venice have always unbalanced this duality relegating Mestre to a real peripheral role respect to the insular centre.

But today this balance, although instable, doesn’t work anymore as Venice is not anymore a Centre. The city is shrinking, the population between 20 and 34 years old is on the run; de facto Venice today is not the driving force, the engine for its surrounding territory. Venice has become an important turistic attractor on a global scale but completely detached from the surroundings. The territory clearly needs another centre. An anti-pole of Venice, as it is in the territory nature and organization.

Subject

The subject of the workshop will then be the design of this anti-pole: a new centre for the territory able to be the engine for a sustainable urban growth. In other words a centre able to built a new mental image for the city of Venice. In this sense Marghera represents a great opportunity, both for its extension – its territory is bigger than the one of Venice – and for the identity and fascination it bears.

It is infact about an heroic territory, extracted during the past century from the lagoon, witness of various events linked to the growth and decline of italian industry. A site of production and progress but also of pain and suffering. A territory which artifacts testify a collective history which in turn can be the basis for the foundation of a new identity.

Scope and programs

The scope of the workshop will then be the design of a post-industrial centre, provided with a great density of programs and functions complementary to the ones already existing on the territory and able to create with them new synergies; a structure that has the capacity of reinforcing the surrounding territory.

The identity of this new Venice anti-pole will be the one of an important creativty incubator and at the same time of a production site. A light production wich will be based on three key factors: culture, technology and nature; a production linked with the knowledge economy and with creativity: theatre, dance, visual arts, video making, new media, IT, urban agricolture, etc.

Moreover the workshop will investigate the form of the territory: Marghera is infact the result of an artificial process of transformation of the natural edge of the lagoon. So it appears the opportunity of redefining the relation between water and land.

Methodology

For this purpose we will borrow some operating instruments developed in the ’70 by Rem Koolhas and Oswald Mathias Ungers for the transformation of Berlin in Archipelago City.*

The design process will be organized following three steps: selection, infrastructuring and completion.

1. The first step will be the selection of all the buildings and structures to be conserved that contribute in shaping the identity and the beauty of the current Marghera

2. The second step will be the project of the infrastructure. The infrastructure will be the skeleton of the project and at the same time the background of all the interventions; infrastructuring will define the structure of open spaces, the system of services, the network of paths and circulation.

3. Last step will be the project for the re-use and completino of the existing choosen building, in coherence with the new foreseen activies and programs.

* The City in the City. Berlin: A Green Archipelago, ed. Florian Hertweck and Sébastien Marot, Zurich: Lars Muller, 2013 (Critical Edition, Original 1977).

Giovanni Battista Piranesi, Ichnographia Campi Martii antiquate urbis, 1762

Giovanni Battista Piranesi, Ichnographia Campi Martii antiquate urbis, 1762

IT

Premessa

Sotto il profilo territoriale il Comune di Venezia ha avuto, sin dalla sua costituzione, una natura duale: da una parte i territori insulari che fanno riferimento a Venezia, dall’altra la terraferma articolata intorno al centro di Mestre. In realtà il peso simbolico, la bellezza e il ruolo di Venezia ha sempre sbilanciato questa dualità relegando Mestre al ruolo di periferia rispetto al centro insulare.

Oggi però questo equilibrio, sebbene instabile, non funziona più perché Venezia non è più un Centro. La popolazione residente diminuisce, i giovani tra i 20 e i 34 anni sono in fuga; di fatto Venezia non è più il motore e il punto di riferimento per lo sviluppo del suo territorio. Venezia è diventata un grande attrattore turistico globale completamente delocalizzato. Il territorio veneziano ha bisogno evidentemente di un altro centro. Un antipolo di Venezia, così come è nella natura del suo territorio.

Tema

Il tema del workshop sarà la costruzione dell’antipolo di Venezia: il progetto di un nuovo centro per il territorio veneziano in grado di essere propulsore di uno sviluppo urbano sostenibile. In poche parole, un centro in grado di costruire una nuova immagine mentale della città.

Marghera rappresenta in questo senso una enorme opportunità, sia per la sua estensione – è più grande di Venezia – sia per l’identità e il fascino di cui è portatore. Si tratta infatti di un territorio eroico, strappato alla laguna nel corso del secolo scorso, testimone di alterne vicende legate al ascesa e al declino della industria italiana. Un luogo di produzione e progresso ma anche di sofferenza, dolore e lotte sindacali. E’ un territorio i cui manufatti testimoniano una grande storia collettiva su cui è possibile rifondare una identità.

Obiettivi e programma funzionale

L’obiettivo del workshop sarà dunque quello di progettare un centro post-industriale, dotato di una grande densità di attività e funzioni complementari a quelle già presenti sul territorio e in grado di creare sinergie con esse; una struttura capace di innervare il territorio circostante.

L’identità del nuovo antipolo di Venezia sarà quella di un grande incubatore per la creatività ed insieme di un luogo di produzione. Una produzione leggera che ruoterà intorno a tre elementi chiave: cultura, tecnologia e natura; una produzione connessa con l’economia della conoscenza e della creatività: teatro, danza, arti visive, video, artigianato informatico, progettazione informatica, new media, comunicazione, agricoltura urbana, etc.

Il workshop indagherà inoltre la forma del territorio: Marghera è stata di fatto il risultato di un processo artificiale di trasformazione del bordo naturale verso la laguna. Si apre l’opportunità per ridefinire il rapporto tra terra ed acqua.

Metodologia

A tal fine prenderemo a prestito alcuni strumenti operativi che sono stati messi a punto negli anni ’70 da Rem Koolhaas e Oswald Mathias Ungers per la trasformazione di Berlino in Archipelago City.*

Le tre operazioni in cui si articolerà il lavoro saranno: selezione, infrastrutturazione e completamento

1. La prima operazione sarà quella della selezione di tutti gli edifici e strutture esistenti da conservare che contribuiscono a formare l’identità e la bellezza della Marghera attuale.

2. Il secondo passo sarà il progetto della infrastruttura. L’infrastruttura costituirà l’ossatura del progetto ed insieme il background di tutti gli interventi; l’infrastrutturazione definirà l’ossatura degli spazi aperti, il sistema dei servizi, il sistema dei percorsi.

3. L’ultimo passo sarà quello del progetto di riuso e di completamento degli edifici esistenti, coerentemente con le nuove destinazioni d’uso.

* The City in the City. Berlin: A Green Archipelago, ed. Florian Hertweck and Sébastien Marot, Zurich: Lars Muller, 2013 (Critical Edition, Original 1977).

Oswald Mathias Ungers, Rem Kollhoff, Arthur Ovaska, and Peter Riemann, The City within the City – Beriln as Green Arcipelago, 1977.

Oswald Mathias Ungers, Rem Kollhoff, Arthur Ovaska, and Peter Riemann, The City within the City – Beriln as Green Arcipelago, 1977.

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