Ricardo Bak Gordon

Marghera between water and land
Artificiality, superposition, seeding,
equilibrium and limit
Canaletto, Torre di Marghera, 1756

Canaletto, Torre di Marghera, 1756

Professor: Ricardo Bak Gordon
Assistant: Maria Manuel Barreiros

http://www.bakgordon.com/

EN In the early 20th century, the construction of Porto Marghera redefined, in just 60 years and in an artificial way, one of the boundaries between mainland and the Laguna di Venezia. Built from scratch as a major commercial and industrial port, Porto Marghera would become, in the following years, the motor of Venice financial, industrial and capitalist development. After it apogee, during the 2nd World War, based on the chemical, petrochemical and shipbuilding industries, followed it a productive and economic decline that lasted until the present. Today Porto Marghera witnesses the abandonment and dismantlement of most of its major structures and infrastructures, at a time when heavy industry and its work processes, strong consumers and pollutants of natural resources, become obsolete. However some industries persist, scaling up and adapting to the new conditions of production. Motivated by this change new and innovative productive sectors also appear.

In its present condition, between an apparent abandon and the existence of small innovative outbreaks Porto Marghera lives a time of transition. In a territory between Venice, the Laguna and the mainland, in Porto Marghera one may find possible and new futures, containing in themselves the seed for the reactivation of this place.

Our workshop at IUAV proposes the definition of strategies on an urban and regional scale, likely to be implemented and grown with the passage of time. Working with 5 distinct but interrelated themes – artificiality, superposition, seeding, equilibrium and limit – new landscapes will be developed in a balance between water and land, between natural and artificial, and based on the redesign of the aquatic structures and of the new limits of the built territory.

IT Nel XX secolo, la costruzione di Porto Marghera ha ridefinito, in soli 60 anni e in modo artificiale, uno dei confini tra la terraferma e la laguna di Venezia. Costruito da zero, come un importante porto commerciale e industriale, Porto Marghera sarebbe diventato, negli anni successivi, il motore di sviluppo finanziario, industriale e capitalista di Venezia. Dopo l’apogeo, durante la Seconda Guerra Mondiale, sulla base delle industrie chimiche, petrolchimiche e navali, seguì un declino produttivo ed economico che dura fino al presente. Oggi Porto Marghera testimonia l’abbandono e lo smantellamento della maggior parte delle sue principali strutture ed infrastrutture, in un momento in cui l’industria pesante ed i suoi processi di lavoro, forti consumatori ed inquinatori delle risorse naturali, diventano obsolete. Tuttavia alcuni settori persistono, cambiando di scala e adattandosi alle nuove condizioni di produzione. Motivati da queste modifiche a ed innovativi appaiono nuovi settori produttivi.

Nella sua condizione attuale, tra un abbandono apparente e l’esistenza di piccoli focolai innovativi Porto Marghera vive un momento di transizione. In un territorio tra Venezia, la Laguna e la terraferma, a Porto Marghera si possono immaginare possibili futuri, semi in grado di riattivare questo luogo.

Il nostro laboratorio presso lo IUAV propone la definizione delle strategie a scala urbana e regionale, che possono essere attuate ed implementate con il passare del tempo. Lavoreremo con 5 temi distinti ma correlati: artificialità, sovrapposizione, semina, equilibrio e limite, nuovi paesaggi saranno sviluppati in un equilibrio tra acqua e terra, tra naturale e artificiale, basandosi sulla riprogettazione delle strutture acquatiche e dei nuovi limiti del territorio costruito.

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